Di software scaricati e mai usati sul telefono di un capocantiere ce n'è una collezione. Dalux di solito sopravvive alla prima settimana, e il motivo è uno solo: apre un modello IFC da trecento megabyte su un telefono di fascia media senza far niente di strano. Nessuna barra di caricamento infinita, nessun crash mentre ruoti la vista, nessun «riprova con una connessione migliore». Ruoti il modello col dito e va, come una mappa.

Sembra poco. Chi ha provato a far girare un modello BIM su un tablet da cantiere sa che non lo è per niente, e che quella fluidità lì è esattamente la differenza fra uno strumento che usi tutti i giorni e uno che apri due volte e poi disinstalli.

Cosa fa, tolta la vetrina

Tre cose, e le fa dallo stesso schermo. Modelli 3D navigabili, tavole 2D, realtà aumentata.

Tavole di progetto aperte sullo smartphone in Dalux

Immagine: Dalux

Le tavole sono la parte che si usa di più, banalmente perché in cantiere si ragiona ancora in pianta. Apri la planimetria del secondo piano, tocchi il punto dove c'è il problema, e da lì parte tutto il resto. Il 3D serve quando la pianta non basta: il classico nodo dove passano la canalizzazione del condizionamento e la trave, che sul disegno 2D sembra risolto e in cantiere non ci sta.

La realtà aumentata è la funzione che fa fare gli «oh» durante le dimostrazioni e che in cantiere si usa meno di quanto pensi, però quando serve serve davvero: ti metti nel punto giusto, inquadri col telefono, e vedi le tubazioni del modello sovrapposte al muro grezzo che hai davanti. Per capire se il cavedio è nella posizione prevista, prima di intonacare, sono trenta secondi contro mezz'ora di misure.

Poi c'è BIM Compare, che sovrappone le foto del costruito al modello e ti mostra lo scostamento. Fotografi l'ambiente, il programma allinea l'immagine alla geometria del progetto e vedi dove il realizzato si discosta dal disegnato. In un contenzioso su una posa fuori tolleranza, avere quel confronto datato vale più di tre relazioni.

Field Basic è gratuito, e la parola «utenti illimitati» qui pesa

Il piano Field Basic costa zero. Dentro ci sono la gestione dei difetti e la punch list, le tavole, i modelli BIM, le app per iPhone e Android, e la possibilità di invitare un numero illimitato di utenti. Nessuna formazione richiesta, il che nel nostro mestiere è una promessa che quasi nessuno mantiene e che qui, in buona sostanza, è vera: un capocantiere ci arriva da solo in un pomeriggio.

Sulla questione degli utenti illimitati conviene fermarsi, perché è il punto in cui Dalux si stacca dal resto e in pochi ci fanno caso.

Situazione tipo. Cantiere di ristrutturazione, quattro subappaltatori: elettricista, idraulico, cartongessista, serramentista. Vuoi che ognuno veda le proprie segnalazioni, le chiuda con la foto del risolto e riceva la notifica quando ne arriva una nuova. Negli altri software questa cosa la paghi: sono quattro utenti nominali in più, moltiplicati per il canone mensile, moltiplicati per dodici mesi. Con tre cantieri aperti e quattro imprese per cantiere fai in fretta a superare i mille euro l'anno solo per far entrare gente che non è la tua. Il risultato lo vedo spesso: si comprano due licenze, le usa solo l'ufficio tecnico, e i subappaltatori continuano a ricevere le foto su WhatsApp. Cioè il problema resta identico a prima, con in più il canone da pagare.

Con Field Basic li inviti tutti e quattro, gratis, e la lista difetti diventa il posto unico dove si guarda. Alla fine è questo che decide se un metodo di lavoro attecchisce o muore: se qualcuno resta fuori, tutti tornano alla chat.

Cosa si paga

Ispezione di sicurezza compilata dal telefono in Dalux

Immagine: Dalux

La versione Field completa aggiunge il controllo qualità, la gestione della salute e sicurezza con le osservazioni di sicurezza, la cattura della realtà e la documentazione as-built, BIM Compare con le foto a 360 gradi e le liste di controllo personalizzabili.

Le liste di controllo sono la funzione che cambia la vita a chi fa direzione lavori: ti costruisci la tua verifica di collaudo delle opere di impermeabilizzazione con le sue dodici voci, il tecnico la compila dal telefono davanti al risvolto verticale, allega le foto, firma, e il rapporto esce già impaginato. Il sabato mattina passato a rimettere in bella i verbali della settimana sparisce.

Il prezzo della versione a pagamento non è pubblico. Sul sito non c'è un listino, devi chiedere un preventivo e passare da un commerciale. Lo scriviamo ogni volta e lo ripetiamo: è una politica che non ci piace, perché ti impedisce di capire in dieci minuti se un prodotto sta dentro le tue possibilità e ti costringe a una trattativa per una risposta che dovrebbe stare su una pagina web. Dalux è in buona compagnia, visto che fanno lo stesso Procore, Revizto, Autodesk e TeamSystem, e questo non lo rende meno fastidioso.

Caricare un IFC senza impazzire

La parte pratica che nessuno ti spiega. Il modello entra dal portale web, non dal telefono: il progettista esporta l'IFC da Revit, da Archicad o da quello che usa, tu lo carichi dal computer dell'ufficio e in cantiere ve lo ritrovate sull'app.

Prima di caricare, due controlli che risolvono il novanta per cento dei problemi. Il primo sono le coordinate: se strutture, architettonico e impianti sono stati esportati con riferimenti diversi, in Dalux te li ritrovi sfalsati di qualche metro oppure uno dentro l'altro, e la colpa non è del programma. Chiedi al progettista di esportare tutti i modelli con lo stesso punto di riferimento condiviso, ed è una frase che vale la pena imparare a memoria per le riunioni di coordinamento. Il secondo è l'unità di misura, che ogni tanto salta fuori in millimetri contro metri e ti regala un edificio alto tre chilometri.

Se il modello è troppo pesante, la strada giusta è dividerlo, non comprimerlo. Un IFC per disciplina (strutture, architettonico, meccanico, elettrico) e, sui progetti grandi, uno per corpo di fabbrica o per gruppo di piani. Aprire tre modelli da centocinquanta megabyte è più veloce che aprirne uno da mezzo giga, e in cantiere l'elettricista carica solo quello che gli serve. Prima dell'esportazione, poi, fai togliere quello che in cantiere non guarderà mai nessuno: arredi, sanitari di dettaglio, la vegetazione del rendering, i profili di dettaglio dei serramenti disegnati vite per vite. Sono tutti poligoni che il telefono deve masticare per niente.

Ultima accortezza sull'aggiornamento: quando arriva la revisione, caricala come nuova versione dello stesso modello invece di aggiungere un secondo file con lo stesso nome e la data in fondo. Il cantiere che si ritrova due modelli quasi uguali nell'elenco finisce sempre per lavorare su quello sbagliato.

I limiti, che sono precisi

Nessun adempimento italiano. Niente POS, niente PSC, niente computo metrico, niente fatturazione elettronica, niente dialogo con lo SdI, niente esportazione verso la contabilità. Dalux è un prodotto danese pensato per il cantiere, e la burocrazia edilizia italiana non la conosce: quella la fai altrove, con un programma italiano, e non c'è modo di aggirare la cosa.

Il supporto è di base in inglese e non c'è assistenza telefonica: scrivi in chat e aspetti. L'interfaccia in italiano c'è, il che aiuta il capocantiere, però quando devi spiegare un problema di sincronizzazione lo spieghi in inglese scritto. Manca anche la chat interna, e non c'è tracciamento GPS del personale.

Revizto e Autodesk Build, che risolvono problemi diversi

Revizto viene spesso citato insieme a Dalux e fa un altro mestiere. Il suo terreno è la clash detection collaborativa: unisce 2D e 3D in un ambiente navigabile con la fluidità di un videogioco e trasforma ogni interferenza in una segnalazione assegnata a qualcuno, con scadenza, tracciata fino alla chiusura. Serve nella fase di coordinamento della progettazione, quando le discipline si pestano i piedi e devi decidere chi si sposta. Prezzo non pubblico anche qui, si va di preventivo.

Autodesk Build, che oggi vive dentro Forma ed è il successore di BIM 360, gioca in un altro campionato ancora: gestione documentale, RFI, submittal, qualità e sicurezza in un unico ambiente, integrazione nativa con Revit, AutoCAD e Navisworks e oltre quattrocento connettori verso gestionali terzi. È la scelta di chi sta già dentro il mondo Autodesk e ha una struttura che regge la formazione necessaria. Il prezzo non è pubblico sulla pagina prodotto, però c'è una politica di reso dichiarata: trenta giorni sugli abbonamenti annuali e pluriennali, quindici su quelli mensili.

Detta in una riga: Dalux lo metti in mano a chi sta in cantiere, Revizto a chi coordina i modelli in ufficio, Autodesk Build a chi deve tenere insieme tutta la commessa. Se non sai in quale delle tre situazioni ti trovi, il quiz su trova il software ti aiuta a scartare le due sbagliate.

Una cosa da provare questa settimana, se hai un cantiere aperto: carica le tavole del piano su cui state lavorando adesso, invita il capocantiere e i due subappaltatori più rognosi, e per dieci giorni pretendi che ogni segnalazione passi da lì. Nessuna eccezione, neanche per la telefonata veloce. Al decimo giorno guarda quante voci sono aperte e da quanto tempo: quel numero ti dirà sul tuo cantiere cose che nessun software ti può insegnare.