Sono le sette di sera, il capocantiere è fermo in macchina davanti al cancello con il quaderno appoggiato sul volante e la plafoniera accesa. Deve ricopiare quello che ha buttato giù a matita durante la giornata: chi c'era, quante ore, il getto rinviato per la pioggia delle undici, la fornitura arrivata con due bancali in meno e il magazziniere che giura di averli caricati. Domani mattina in ufficio qualcuno ribatte tutto su un foglio Excel. Duecento volte l'anno.

Quella scena lì è il motivo vero per cui stai cercando un software. E quando cerchi, in cima ai risultati trovi Mela Works e PlanRadar, messi uno accanto all'altro come se fossero la stessa cosa con due nomi. Si somigliano nelle schermate e divergono su quasi tutto il resto, e la differenza si sente sul portafoglio.

Due prodotti che rispondono a due domande diverse

Mela Works parte dalla domanda «come faccio a smettere di riscrivere le cose due volte». PlanRadar parte dalla domanda «come faccio a dimostrare fra otto mesi che quel difetto l'avevo segnalato il 6 agosto alle 14:20, in quel punto preciso del quarto piano».

Sono due esigenze legittime, spesso presenti nella stessa impresa, quasi mai con lo stesso peso. Un'impresa di costruzioni che lavora su appalti privati di medie dimensioni brucia tempo soprattutto nella prima. Uno studio che segue la direzione lavori per conto del committente vive sulla seconda, perché quello che produce deve reggere davanti a un legale.

Mi pare che l'errore più comune sia scegliere in base alla schermata che si vede sul sito, che è sempre bella, invece che in base a quale delle due domande ti tiene sveglio.

Mela Works: si usa come una chat, ed è tutto lì il vantaggio

Il software è italiano e si comporta come un'applicazione di messaggistica. Apri il cantiere, parli al telefono con i guanti addosso, e la trascrizione vocale in tempo reale trasforma quello che hai detto in una nota. Da lì l'intelligenza artificiale ricava il rapportino, il verbale di sopralluogo, la voce del giornale dei lavori. Le foto si agganciano con la posizione, le presenze e le ore si accumulano da sole, l'ufficio non deve inseguire nessuno.

Alla fine il valore sta tutto qui: chi lavora in cantiere non impara niente di nuovo. Sa già mandare un vocale. Il capo squadra di sessantadue anni che non ha mai aperto un gestionale in vita sua registra trenta secondi mentre torna al furgone, e a Milano l'amministrazione vede il rapportino compilato prima che lui abbia acceso il motore.

Le integrazioni non sono decorative: Zucchetti per il personale, l'esportazione verso Excel, Google Drive, OneDrive, Microsoft Teams, Zapier. Se le paghe le fai già con Zucchetti, il tracciamento ore che finisce direttamente lì ti toglie il pezzo più noioso del mese.

Quello che non c'è va detto con la stessa chiarezza. Niente computo metrico, niente visualizzatore BIM, niente foto sferiche, niente fatturazione elettronica con invio allo SdI. Sui grandi appalti, dove la partita si gioca su modelli federati e riserve documentate, il prodotto arriva corto.

Il listino a moduli, che è la parte da leggere due volte

Il piano Free copre fino a tre cantieri e per una ditta che ne segue due alla volta è già qualcosa. Il piano Pro, listino di agosto 2026, costa 12 euro per utente al mese con fatturazione annuale e porta cantieri, messaggi e informazioni illimitati, liste di controllo personalizzabili, trascrizione vocale e rapportini. Poi ci sono i moduli, che si pagano a parte.

Modulo aggiuntivo Prezzo mensile
Timbrature 3 € per utente
Calendario e pianificazione 3 € per utente
Lettura automatica DDT 2 € per utente
Esportazione dati 1 € per utente
Liste e rapporti 1 € per utente
Integrazione WhatsApp 9 € per utente
Analisi costi 29 € per azienda
Stato avanzamento lavori 69 € per azienda
Riconciliazione fatture da 29 € per azienda
Integrazioni e automazioni 99 € per utente

Sarò onesto, questo modello mi convince a metà. Da un lato è corretto: paghi le funzioni che usi davvero e il tipografo che ha due muratori non finanzia lo stato avanzamento lavori del general contractor. Dall'altro il numero che resta in testa è «12 euro», e quel numero regge solo finché non aggiungi niente.

Fai il conto vero. Dieci utenti in Pro fanno 120 euro al mese. Ti servono le timbrature, perché è metà del motivo per cui compri: altri 30. Il calendario per pianificare le squadre: altri 30. L'analisi costi di commessa, che è una funzione aziendale: 29. Sei a 209 euro al mese, quasi il doppio della cifra di partenza, e non hai ancora attivato il SAL. Con il SAL sei a 278.

Nessuna fregatura, per carità: i prezzi sono tutti pubblicati sulla pagina prezzi ufficiale e c'è uno sconto del 25% con pagamento annuale. È però una configurazione che richiede di fare l'esercizio prima di firmare, non dopo, e la tabella dei moduli sul sito non ti aiuta a simulare il totale. Chiedilo tu, per iscritto, con il numero esatto di utenti che avrai fra sei mesi.

PlanRadar: la nota attaccata al punto giusto del muro

Qui cambia proprio la logica. Ogni segnalazione nasce da una puntina piantata sulla planimetria 2D o sul modello BIM: apri la tavola del piano terra, tocchi il locale, scrivi il difetto, alleghi la foto e il memo vocale, assegni all'impresa che deve intervenire con una scadenza. Il tecnico austriaco che ha disegnato questo flusso aveva in mente il collaudo, e si vede.

Il pezzo forte sono i rapporti in PDF con marca temporale, generati in pochi secondi e con il logo dello studio. Un verbale di sopralluogo con venti difetti, posizione sulla tavola, foto e data certa, mandato la sera stessa a impresa e committente, cambia il tono delle riunioni. Chi contesta ha davanti un documento, quindi contesta meno.

L'altra cosa che funziona bene è la modalità offline. Nel piano interrato di un edificio in cemento armato il telefono non prende, e questo vale per qualunque cantiere. PlanRadar continua a lavorare e sincronizza appena riprendi campo, senza chiederti niente.

Sul prezzo la mia posizione è netta: per squadre piccole costa caro. Il piano Basic, listino ufficiale di agosto 2026, sta a 26 euro al mese ma copre un solo utente e dieci planimetrie digitali. Un utente. Il secondo che deve entrare ti porta a Starter, 89 euro al mese fino a dieci utenti, e il piano Pro, quello con i rapporti personalizzati, i flussi di approvazione e il modello BIM per utente, chiede 129 euro al mese. Enterprise a preventivo. La prova è di 30 giorni senza carta di credito, e va usata sul serio, non guardata per venti minuti.

Un punto a favore va riconosciuto: progetti e subappaltatori sono illimitati su tutti i piani. Puoi invitare l'idraulico e il cartongessista a chiudere i loro difetti senza pagarli come utenti, il che su un collaudo con otto imprese in campo fa una differenza concreta.

Gli adempimenti di sicurezza li fa un altro software

Su questo tocca essere chiari, perché è la delusione ricorrente di chi arriva da un comparatore. Nessuno dei due redige il POS, il PSC, il PSS o il fascicolo dell'opera. Mela Works gestisce la parte operativa della sicurezza in cantiere e la conformità documentale italiana, PlanRadar la sicurezza proprio non la tratta.

Area software per la sicurezza nei cantieri di Blumatica

Immagine: Blumatica

Per i piani di sicurezza allineati al Titolo IV del D.Lgs. 81/08 servono strumenti dedicati, e in Italia la strada più battuta è Blumatica, software house di Lancusi con licenze modulari a partire da 195 euro l'anno. Revisioni illimitate dei piani con evidenza delle variazioni rispetto alla precedente, liste di controllo estratte dal PSC in base a lavorazioni e interferenze, Cloud Cantieri per i sopralluoghi da telefono. Interfaccia desktop classica, sì. Ma quando il coordinatore chiede la revisione tre del PSC entro venerdì, l'estetica smette di interessare a chiunque.

La conseguenza pratica: qualunque strada scegli fra le due, metti a bilancio un terzo strumento per la sicurezza. Chi ti vende una piattaforma dicendoti che copre tutto ti sta vendendo anche qualcos'altro.

Chi dovrebbe scegliere cosa

L'impresa artigiana con dieci operai, tre cantieri aperti e un capocantiere che detesta i moduli va su Mela Works senza troppi dubbi. Il ritorno arriva in due settimane, misurato in serate non passate a ricopiare. Parti dal piano Free se hai tre cantieri, attiva solo le timbrature, e aggiungi moduli quando senti il fastidio della loro assenza. Non prima.

Lo studio di direzione lavori, il coordinatore per l'esecuzione, l'ufficio tecnico del committente che deve produrre documenti opponibili prende PlanRadar e accetta i 89 euro dello Starter come costo del mestiere. Un solo verbale contestato e vinto ripaga l'abbonamento per tre anni.

Il caso scomodo è l'impresa media, quindici o venti persone, che fa entrambe le cose: gestisce le squadre e consegna al committente. Qui non ho una risposta netta. Ho visto aziende tenere i due prodotti insieme, uno per il campo e uno per la consegna, spendendo sui 250 euro al mese in totale e trovandolo sensato. Ne ho viste altre restare su Mela Works e produrre i verbali in PDF a mano, perché ne fanno sei l'anno.

Se il tuo dubbio somiglia al terzo caso, prima di intestardirti sulle schede prova a passare dal nostro quiz di orientamento: tre minuti, e almeno restringi il campo a due o tre nomi invece di dodici. Poi apri le prove gratuite e usale su un cantiere vero, con un difetto vero e un rapportino vero. Il software che dopo cinque giorni il capocantiere non ha ancora aperto è già la risposta.